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| Sabrina Misseri |
Racconti,
dichiarazioni e confessioni che raccontano un agghiacciante delitto di
cui sembra sappiamo tutto e a volte sembra non sappiamo nulla, tante
conferme e smentite, bugie e contraddizioni questo è ad oggi il caso Sarah Scazzi,
il giallo che forse dopo il delitto di Via Poma è quello che più
attanaglia gli inquirenti e l’Italia intera, intanto sono stati resi
noti e pubblici alcuni stralci dei verbali con le dichiarazioni di Sabrina Misseri, pubblicati dal corriere e non solo che noi vi riportiamo di seguito.
«Mio padre è fuori»
Procuratore aggiunto Pietro Argentino: «Perché suo padre ci dice una cosa tutta diversa?».
Sabrina: «A questo punto è proprio fuori mio padre,
non è niente vero. Anche perché io oggi sono venuta qua per ricordarmi
di un dettaglio di quel giorno».
Argentino: «Prego».
Sabrina: «Non è niente vero (…) Per tutto quello che sta dicendo mio padre a questo punto è veramente pazzo».
Pubblico ministero Mariano Buccoliero: «Suo padre ci
dice “Quando ormai Sabrina ha visto che la ragazza è crollata se n’è
andata… È scappata fuori subito perché dice “sta arrivando Mariangela,
devo frenare Mariangela”».
Sabrina: «No, no bugia. Mio padre… allora ribadisco bene, mio padre continua a dire sempre bugie, bugie sopra bugie».
Buccoliero: «Mariangela ci dice che quando è arrivata
davanti a casa sua lei era agitata e contrariamente al solito
l’aspettava in strada».
Sabrina: «No, che non stavo agitata. È stata Mariangela che mi ha fatto venire l’ansia».
Buccoliero: «Dice suo padre “È stata Sabrina che ha
condotto Sarah giù nel garage. Quando Sabrina è scesa nel garage
trascinava Sarah avendola presa per mano. La ragazza pregava Sabrina di
lasciarla stare perché voleva andare via (…)».
Sabrina: «È assurdo perché lui non sapeva neanche che
doveva venire Mariangela e non sapeva neanche che io dovessi andare al
mare quel giorno».
Argentino: «No, non è assurdo perché quando viene
consumato il fatto lei dice “Devo scappare fuori che sta arrivando
Mariangela”. Da lei l’ha appreso».
Sabrina: «Ma questo lo dice lui. Ma io non…».
Argentino: «Nell’immediatezza del fatto».
Sabrina: «…ho mai detto… No, no, no (…). A me mi sta…
veramente sto rimanendo scioccata per quello che dice mio padre. Cioè,
veramente se lui mi vuole così bene mi sta mettendo in mezzo ad una
situazione veramente assurda!».
Buccoliero: «Pure noi rimaniamo scioccati».
Sabrina: «Veramente mi fa rimanere… veramente di merda!
Dopo tutto quello che io ho detto pure in tivù che è sempre mio padre e
che gli voglio bene, però per quello che ha fatto è un gesto
imperdonabile e mi mette pure in mezzo a me, mò».
«Non depisterei mai»
Maresciallo Calò: «Signorina Misseri, mi scusi, perché
lei il giorno 6, quando sua madre e sua sorella sono venuti a Taranto
al comando provinciale, manda un massaggio a sua sorella per dirle “E
dite il fatto della zia che ha tanti dubbi sul marito e poi se ne va a
Milano”. Non è che voleva depistare?».
Sabrina: «No, no…».
M.llo Calò: «Viste le dichiarazioni…».
Sabrina: «No, no, assolutamente no, non ho mai voluto,
anche perché non riuscirei a sopportare un peso così grande. Ma stiamo
scherzando?».
Argentino: «Ma non le sembra strano che questa ragazza
arriva davanti alla sua abitazione e non citofona per dire “guardate
che io sono arrivata, sto andando a salutare lo zio…”».
Sabrina: «Non lo so, mi sembra strano pure a me, però se non ha suonato che ci posso fare io!».
Argentino: «Perché ce l’ha portata lei nel garage…».
Sabrina: «No, no… qua c’entra mio padre, mio padre deve dire la verità come ha fatto…».
Buccoliero: «Infatti l’ha detta la verità».
Sabrina: «No, non l’ha detta. Ha mentito per 42 giorni e continuerà a mentire sempre».
Davanti al giudice dell indagini preliminari Martino Rosati Sabrina aggiunge altro.
Gip: «Lei ha sentito quel che ha dichiarato suo padre, se ne dà una spiegazione?».
Sabrina: «Mio padre diceva sempre che Sarah era una
terza figlia e comunque l’ha fatta fuori, arrivati a questo punto mi
posso aspettare di tutto, chissà se magari non faceva fuori anche me!».
Gip: «Lei ha ma temuto per la sua incolumità?».
Sabrina: «No, ma adesso sto cominciando a collegare alcune cose».
Gip: «Lei sapeva se suo padre aveva mai rivolto attenzioni sessuali su Sarah?».
Sabrina: «No (…) Sarah a me non mi ha mai detto niente,
in quel periodo c’era anche il fratello e al fratello non gli avrà
detto niente, visto che lei annotava tutto sul diario perché non ha
annotato sui diari questa cosa? (…) Io infatti non so se credere a
quello che sta dicendo mio padre».
Gip: «Voi figlie avete avuto mai problemi di questo genere?».
Sabrina: «Io sono uscita tante volte in reggiseno e mutande e non mi ha mai sfiorato o fatto apprezzamenti».
L’interrogatorio di Mariangela
L’ex amica di Sabrina dice nel suo interrogatorio del 9 ottobre:
Mariangela: «A me i dubbi mi sono venuti subito (…)
Secondo me la voce l’ha sentita, lei, e qualcosa ha visto pure…». Il
pubblico ministero le chiede di spiegare come andò la lite fra Sabrina e
Sarah, la sera prima dell’omicidio.
Buccoliero: «Eh, parlaci un po’ di questa litigata… qualcosa di più preciso non ce lo puoi dire? Di quello che ti ricordi».
Mariangela: «Niente, allora Sabrina incomincia a
parlare con questa ragazza qua, e incomincia a dire le solite cose: che
con Ivano è finita che con Ivano così… che Ivano… il comportamento di
Ivano verso di lei…».
Buccoliero: «Sì».
Mariangela: «E poi usa certe parole brutte vicino a
Sara (…) a lei gli dava fastidio, cioè si vedeva questa cosa qua
capito? Si vedeva che le dava fastidio perché diceva: “Ivano coccola
più lei che me”. Dà più attenzione a lei e non a me. Poi niente ce ne
siamo andati e lei…».
Buccoliero: «Senti, in macchina c’è stato un precedente litigio?».
Mariangela: «Sempre per Ivano, perché lei parlava sempre di Ivano, sempre in continuazione…».
Luogotenente Bardaro: «Quando arriva da te, quel giorno, come ti accorgi che era agitata?».
Mariangela: «Dalle cose che faceva vedevi che… (…) era
proprio preoccupata, lei diceva subito: l’hanno presa, l’hanno presa…
infatti io gli ho risposto: “stai tranquilla mò vediamo, cioè non
partire subito a dire l’hanno presa».
La carta sim
È passato tanto tempo dal 26 agosto. Al gip Sabrina dice che ora si è convinta: suo padre sia un assassino.
Gip: «Ma lei pensa che suo padre abbia ucciso Sarah?».
Sabrina: «Sì».
Gip: «E perché?».
Sabrina: «Perché adesso inizio a collegare i tasselli
(…) che lui mi abbia voluto coinvolgere sin dal primo momento, perché
io adesso collego… lui per trovare la sim, mi ha voluto fare scendere
giù nella cantina con lui per trovare la sim (…). Lui me lo disse in
poche parole il giorno della scomparsa, la sera, mi disse davanti alla
mamma: “Guarda io ho visto una sim per terra…» ha detto lui, non si
capiva. Io gli dissi: “Vabbè, se ce l’hai dammela che la diamo ai
carabinieri”».
Gip: «E suo padre sapeva cos’era una sim?».
Sabrina: «Mio padre non è proprio scemo, non è da
sottovalutare (…) Non sa mandare i messaggi, però sa che così è la sim,
la batteria: una volta a me sul telefonino si era incastrata la
batteria con la sim e lui me l’ha tolta».
Gip: «Ma suo padre quando le ha detto di aiutarlo a cercare una sim?».
Sabrina: «Lui in poche parole mi disse… Uscì questo
benedetto fazzoletto e la sim non c’era e lui mi disse: “O l’avrò persa
in cantina o in campagna (…) Può essere che è di Sarah quella sim”».